Inizia il nostro viaggio tra le famiglie del Sanga’s Tigers Mondo. Un mondo molto vasto, quasi una galassia molto composita: si va da bambini e bambine che la mattina duellano con sillabe, tabelline e le prime lezioni di storia a ormai ex ragazzi che hanno a che fare con il tran tran della vita del mondo dei grandi. In questo immenso mondo ci sono tante coppie di fratelli e sorelle, madri, padri, cugini che, oltre a vivere la quotidianità della vita familiare condividono la passionaccia per la palla a spicchi e, soprattutto, una maglia arancione con sù una tigre: sono le #OrangeFamily che in questa rubrica impareremo a conoscere.
I primi a raccontarci la loro storia sono Davide e Andrea Motta, fratelli ma anche compagni di squadra nel Sanga Baskin. Andrea (detto “Andre” e “il buon Fabio”), 18 anni, oltre a giocare centro per l’under 18 dei Tigers Milano è ruolo 5 nella squadra di Baskin Sanga. Studia alle scuole professionali mentre lotta con la burocrazia per ottenere l’agognata patente. Oltre alla palla a spicchi ama film e serie Tv mentre soffre e gioisce per le imprese dell’Inter.
Davide, che nel mondo Sanga è noto come Dave, ha 25 anni e gioca ruolo 5 per la squadra di Baskin di cui è anche dirigente responsabile. Laureato in scienze politiche, adesso lavora per uno studio legale milanese. Cestista mancato, così si definisce, è appassionatissimo di Tennis e fan di Roger Federer, oltre a dilettarsi in cucina. Ah già lui tifa Milan… quindi il derby in casa Motta è più che sentito!
Ma conosciamoli meglio:
Da quanti anni giochi a basket/baskin?
Davide: Il primissimo approccio con la pallacanestro fu alle elementari, quando proprio gli istruttori Sanga tennero delle elezioni a scuola. Gioco a baskin da ormai 9 anni, arrivai il secondo anno dalla nascita della squadra.
Andrea: 12, ho iniziato con il minibasket del Sanga quando avevo 6 anni!
Ti ricordi il tuo primo allenamento di baskin/basket?
Davide: Appena arrivato in palestra per il mio primo allenamento di baskin non sapevo cosa aspettarmi e mi sentii spaesato! Non ero pronto a vedere un gruppo così eterogeneo: veder giocare maschi e femmine, ragazzi disabili e giocatori di basket con esperienz
a fu particolare, ma senza riuscire a comprendere il perché capii subito che mi piaceva.
Andrea: Del primo allenamento ricordo la difficoltà di colpire il ferro! Mi sembrava altissimo e nonostante tirassi “da sotto”, alla carlona, arrivare a toccarlo con la palla era un’impresa. Ricordo benissimo le prime magliette San Gabriele Blu e Arancio con la numero 22. Al baskin mi sono avvicinato gradualmente, seguendo Davide, la voglia di iniziare è probabilmente arrivata quando ho seguito la squadra alle finali nazionali del 2015 e dall’anno scorso riesco a seguire gli allenamenti con regolarità.
Chi è il più forte dei due?
Davide: Sì vabbè dai.. Lui ovviamente
Andrea: Io!
Per magia puoi rubare un caratteristica tecnica di tuo fratello, cosa prendi?
Davide: Un po’ di fisicità e capacità di resistere ai contatti
Andrea: Velocità e rapidità, sicuramente
Il tuo giocatore/giocatrice preferito?
Davide: Gigi Datome
Andrea: Anthony Davis
QUIZ TIME: Chi era il capitano della nazionale maschile che vinse l’argento alle olimpiadi del 2004?
Davide: Gentile!
Andrea: Ehm.. Pozzecco
(Risposta sbagliata per entrambi! Il capitano di quella storica squadra era Giacomo “Jack” Galanda!)
Dimmi due cose di colore arancione:
Davide: La divisa Sanga e… i Capelli di Trump (ride)
Andrea: Le arance e la palla da basket.
Per finire la cosa più importante: Perché ti piace il baskin/pallacanestro?
Davide: Del baskin mi affascina la filosofia che ci sta dietro e il messaggio che vuole lanciare: una società veramente inclusiva è possibile. Ma oltre a questo, l’ambiente che si crea intorno alla squadra, fatto di allenamenti, partite, post partite e trasferte; un qualcosa di speciale difficile da spiegare a chi non lo ha provato!

Andrea: La pallacanestro per me è lo sfogo più bello dagli impegni quotidiani. Un qualcosa che mi serve per stare bene. Del baskin mi piacciono in particolare i rapporti che si creano tra i membri della squadra ma anche con tutto il gruppo di parenti e amici che ci seguono.









