Perché un insegnante di motoria, un allenatore, uno psicologo dello sport, dovrebbero essere interessati a lavorare con un giovane alunno/atleta che presenta difficoltà del comportamento? Innanzitutto perché i dati delle recenti ricerche ci dicono che, con alta probabilità, molti dei giovani con i quali abbiamo a che fare, presentano difficoltà di autocontrollo e/o iperattività, anche se nessuno le ha mai diagnosticate. Nella sola regione Lombardia il numero di casi di ADHD attesi è superiore di circa quindici volte rispetto a quello dei casi complessivamente diagnosticati, questo è quanto riportato da uno studio condotto dall’Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano e basato su un progetto regionale attivo da quasi dieci anni. È poi un mito da sfatare quello che descrive un bambino/ragazzo come incontrollabile nel contesto famigliare e scolastico e, al contrario, facilmente gestibile in ambito sportivo.
Parafrasando il famoso coach Vince Lombardi che soleva dire “Non è la pratica che ci rende perfetti, solo la pratica perfetta ci rende perfetti”, anche noi potremmo affermare che “Non è fare sport che aiuta l’atleta a sviluppare un buon autocontrollo, solo fare sport ben seguiti, con chi dimostra di possedere la competenza giusta per guidarci, può aiutarci nell’assumere la guida di noi stessi”.
Molti testi sono stati scritti su come gestire una squadra, motivare un gruppo e un singolo, pochi sulle strategie per far emergere il potenziale nascosto dietro alle difficoltà di autocontrollo che limitano uno sportivo. Si pensa sempre che sia il bambino, il ragazzo, il giovane atleta a dover lavorare su se stesso, questo è vero, ma il problema è che solo un insegnante preparato, un allenatore competente, uno psicologo che ha deciso di dedicarsi alla sua passione per lo sport, sono in grado di “vedere oltre” le difficoltà, di scorgere una ragione per lavorare su alcuni comportamenti inadeguati per far emergere le potenzialità nascoste, o meglio frenate. Insieme al Cento Sportivo Italiano, comitato di Milano, abbiamo costruito un percorso formativo rivolto a coloro che, a vario titolo, si trovano ad operare a contatto con giovani sportivi, dilettanti o professionisti, che presentino difficoltà del comportamento. Il corso ha come obiettivi trasmettere strategie operative per aiutare insegnanti, allenatori, coach e non solo, a gestire gruppi all’interno dei quali siano presenti bambini/ragazzi con comportamenti sfidanti, oppositivi. La struttura del corso prevede lezioni teoriche e laboratori pratici che verranno realizzati nel corso di quattro weekend a partire da fine febbraio e fino a settembre 2020. I docenti sono tra i maggiori esperti di comportamenti sfidanti e oppositivi in ambito nazionale e, contemporaneamente, portatori di esperienze e progetti significativi nell’ambito sportivo. Il corso darà la possibilità di vivere una breve esperienza di tirocinio all’interno di importanti realtà interessate a investire nella formazione di risorse in grado di gestire situazioni complesse.
Tutti i coloro che giungeranno con successo al termine del corso saranno inseriti in un registro degli operatori formati, accessibile on line, a cui potranno attingere le società interessate alle competenze di soggetti con questo specifico profilo. Il corso permette agli iscritti al CSI di rinnovare la qualifica di ALLENATORE con validità biennale. Al fine di raggiungere il maggior numero possibile di partecipanti, l’organizzazione ha scelto di contenere notevolmente i costi di iscrizione, riuscendo a fornire un percorso di alta formazione di 4 weekend ad un costo complessivo di 410€ + iva (100€ + iva circa a weekend). Per inviare la propria candidatura è necessario contattare la segreteria del CSI di Milano tramite la casella email corsi@csi.milano.it . Le iscrizioni chiuderanno il giorno 20 febbraio 2020. Maggiori informazioni sui contenuti e sui docenti sono recuperabili al sito https://daffigianluca.wixsite.com/corsocsi









