stagione delle ragazze del Sanga sta entrando nel vivo, ogni partita da qui alla fine avrà il suo peso e servirà lavorare bene su ogni dettaglio. Anche quello medico.
Per questo abbiamo fatto una chiacchierata con il Doc Alessandro Maniero per capire come stanno le ragazze, ma soprattutto per conoscere meglio chi, dietro le quinte e quotidianamente, con esperienza e passione si occupa di loro avendo a cuore i loro muscoli e il recupero della miglior forma fisica.
Raccontaci di te, ruolo e come come ti sei avvicinato al mondo Sanga? Tu hai giocato a basket?
Sono Dr. Chiropratico con specializzazione in terapia manuale Osteopatica ed inventore della terapia inversione Metodo Maniero per i problemi del mal di schiena e ho già detto tutto, finito. Scherzo, io passo spesso dal serio al sorriso in poco tempo. Sono nel mondo Sanga da sei anni e sono anche un ex quasi Isef, però non mi sono diplomato, ho fatto quasi tutti gli sport ma non ho mai giocato a basket.
Hai lavorato o lavori anche per altri sport o sportivi?
Da me arrivano atleti di tutte le discipline sportive, basket, atletica, sci, calcio, pallavolo, pattinaggio, hockey. Mi piace ricordare anche tanti personaggi dello spettacolo, uno fra tutti Andrea Bocelli. Tutte esperienze molto belle e grandi emozioni vissute tramite questi fantastici atleti. Ci sono tante storie e alcune mi toccano dentro, devo fare anche un saluto a chi purtroppo non c’è più, Thomas gazzella degli Altipiani del Kenia.
Quale emozione nel seguire da vicino una squadra sportiva, più oneri o onori?
Emozioni tante, di diversa provenienza ma tante. Se sono qui non è per avere oneri o onori è per vivere da dentro cosa vuol dire vincere o perdere, lottare in gruppo, superare ostacoli e vivere di sport.
Quali sono gli infortuni più comuni?
Direi caviglie e ginocchia sono sul podio, seguite dalle dita. I problemi muscolari fanno parte della vita di un atleta. Gli altri sono infortuni che non si possono prevedere dati dal contatto fisico in partita.
Negli ultimi anni anche nel basket c’è stato un aumento infortuni, come in altri sport, a causa dell’aumentata fisicità?
No, direi più per non prevenzione e poco lavoro specifico sul singolo atleta. Al Sanga da 3 anni abbiamo un team fantastico che in molti ci invidiano. Siamo da A1. Non è semplice collaborare tra varie figure ma quando si riesce è fantastico. Con Raffo il preparatore atletico ci intendiamo alla perfezione. I suoi occhi e orecchie sono la mia finestra sul campo.
Con le ragazze il rapporto è di fiducia reciproca, a volte serve anche un pochino di psicologia?
Fra di noi si ride, si piange, si urla. Il nostro rapporto si forgia insieme, è fatto di gesti, sguardi, complicità. Quando sei a bordo campo non guardi solo la partita, ma osservi tutto e quando dico tutto è realmente così perché io devo sapere prima quello che accade. Dietro tutto questo c’è sudore, sacrificio e grande feeling con loro. In 6 anni penso di essermi guadagnato rispetto e stima sul campo e loro si ritroveranno nelle mie parole.
A volte la voglia o l’esigenza di giocare ad ogni costo può far danni maggiori e per questo serve un lavoro di squadra specifico fra lo staff tecnico-medico?
Se non esiste comunicazione nello staff tecnico allora stai all’oratorio che è una cosa bellissima dove fare amicizie ma non è la serie A. Le scelte fatte, che si vedono in campo durante la gara, sono concordate prima da tutto il nostro Team.
Stiamo entrando nella fase finale della stagione, come sta la squadra?
C’è qualche problemino che ci stiamo trascinando da un po’ di tempo e speriamo di risolvere presto ma ci sta rientra nella norma. Per il resto è voglia di testa….!!
Alcuni infortuni si possono prevenire, come?
Domanda semplice e difficile allo stesso tempo. Ti rispondo con una sola parola: PREVENZIONE.
Chi la fa vince. Purtroppo in Italia non viene fatta o è fatta male nello sport in generale. Ma cosa pretendiamo se si parla ancora o meno di inserire figure professionali di scienze motorie in asili e elementari? Un plauso quindi al Sanga Mondo e a Franz che si prodiga in tutti i modi per queste piccole grandi cose.
La soddisfazione più grande di questi anni?
Giulia Maffenini bloccata con la schiena il giovedi dopo una gara al mercoledì, trattata da me lo stesso giorno, venerdì va in Sardegna con la squadra, sabato gioca come se nulla fosse, top di punti segnati, oppure Martina Picotti, scavigliata nel secondo quarto a Costa, il medico di campo e gli infermieri dell’ambulanza la immobilizzano. Per loro è out, Franz e Piccinelli me la portano sulle tribune e a quel punto bastano due miei “tocchi”, uno sguardo con Martina e lei che rientra nell’ultimo quarto e ci fa vincere con i suoi punti. Mi ricorderò sempre la faccia degli infermieri mentre toglievo la loro fasciatura e rimettevo sul parquet Martina. Grazie per questa opportunità di vita sportiva al Mondo Sanga.










